Tuesday, 24 June 2008

wishful: wistful



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Bold Lover, never, never canst thou kiss,
Though winning near the goal—yet, do not grieve;
She cannot fade, though thou hast not thy bliss,
For ever wilt thou love, and she be fair!

(J. Keats - Ode on a Grecian urn)

Finding a place to reach. A distant shore. Letting your life be the distance in between. Faraway peninsula. Getting closer and closer. Day after day. Obsessively. What we long for is not being there, but getting there. Never as charming. Dreaming of that place. Dreaming of the idea of that place. Obsessively. Getting there. Waking up from your dreams. Cold morning wispering: I’m sorry, I’m busy. And short-circuiting your affective system.

I’ll leave you with an excerpt form Fred Vargas’s Dans les bois eternel:

‘And sometimes it still itches. It itches on the part of my arm that isn’t there, sixty-nine years later. In the same place, always the same place...It was the spider’s bite. When I lost my arm, I hadn’t finished scratching. So it goes on itching…Because the spider’s bite hadn’t finished its life — do you understand what I’m saying? It wants its dues, it’s taking its revenge…Feelings. If a fellow goes on loving a girl, or the other way round, when it’s all over…But why does he go on loving the girl, or the other way round? What explains it?...It’s quite simple. It’s because the feeling hasn’t run its course. It’s beyond our control, that kind of thing. You have to wait for it to finish, go on scratching till the end...makes you itch non-stop.’

E tu, amante audace, non potrai mai baciare
Lei che ti è così vicino; ma non lamentarti
Se la gioia ti sfugge: lei non potrà mai fuggire,
E tu l'amerai per sempre, per sempre così bella.

(J.Keats - Ode su un'urna greca)

Trovare un luogo da raggiungere. Spiaggia in lontananza. Lasciare che la vita sia la distanza che e’ nel mezzo. Penisola distante. Avvicinarvisi sempre piu’. Giorno dopo giorno. Ossessivamente. Cio’ che si desidera non e’ essere li’, ma arrivarvi. Mai altrettanto affascinante. Sognare di quel posto. Sognare dell’idea di quel posto. Ossessivamente. Arrivare li’. Svegliarsi dai propri sogni. Freddo mattino che sussurra: I’m sorry, I’m busy. E manda in corto circuito il sistema affettivo.

Chiudo con un estratto dal romanzo di Fred Vargas Dans les bois eternel:

“Alle volte da ancora prurito. Prude ancora, dopo sessantanove anni, in quella parte del mio braccio che non c’e’ piu’. Sempre nello stesso posto...E’ stata la puntura del ragno. Quando persi il braccio, non avevo finito di grattarlo. E cosi’ continua a dare prurito...Perche’ la puntura del ragno non ha compiuto il suo corso, capisci? Chiede il conto, prende la sua rivincita...I sentimenti. Se un tizio ama una ragazza, o il contrario, poi quando tutto e’ finito...Perche’ continua ad amare la ragazza, o il contrario? Come si spiega?...Semplice. E’ perche’ il sentimento non ha compiuto il proprio corso. E’ al di la’ del nostro controllo, questo genere di cose. Devi aspettare che finisca, continuare a grattare...fa sentire un prurito interminabile.”

2 comments:

Anonymous said...

...tracce autobiografiche?
la foto rende perfettamente l'idea. mi piacciono molto i differenti piani di luce (se cosi' si puo' dire)

Francesco said...

Esatto... è il viaggiare che conta, non l'arrivare. Viaggiare fisicamente o con la mente questo non ha importanza. Irrequietezza come forma di sopravvivenza, come fiorire di idee che muoiono nello stesso attimo in cui nascono per perdersi in na sorta di cimitero delle dimenticanze. Che dico? Non so... ma la tua foto questo mi ha detto. Niente di "tecnico" questa volta, solo il fascino di un posto meraviglioso, di un posto dell'anima che hai catturato benissimo... e quelle nuvole...

 
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