Sunday, 13 July 2008

glósóli




























(click pictures to enlarge)



There is pleasure in the pathless woods;

There is rapture on the lonely shore;
There is society, where none intrudes;
By the deep sea, and music in its roar;

I love not man the less, but Nature more...


This is Lord Byron's quote that opens the film Into the Wild. There’d be much to talk about that film, so if you haven’t done it yet, go rent it…

One late afternoon I was on a bus back from a hiking day. As I looked outside the window I saw something astonishing. The mountains, gently heated by the setting sun, were literally glowing, looking almost orange. As I enjoyed the fantastic view I started to wonder what if this is all going to finish one day? Are progress, building speculation, man’s avidity gradually going to wipe all this out and replace it with concrete blocks? Each time I get back to my hometown I see the city ruthlessly advancing, swallowing countryside, beaches, skies. I remember when I was a child, going out and playing in the fields. Those fields do not exist anymore. What if our children will never know those things? I can figure the feeling of nature, smells, sounds, replaced by some artificial electrical stimulation.

I kept on staring at the glowing mountains
Slightly reassured by the thought
That one day Nature will take everything back


Photos taken in Pian Grande di Castelluccio, Italy

Glósóli, Sigur Ros


Quella che potete leggere e’ la citazione di Lord Byron che apre il film Into the Wild. Ci sarebbe molto da parlare a proposito del film, per cui se non lo avete gia’ visto cercate di procurarvelo...

Un tardo pomeriggio ero su un autobus di ritorno da un giornata di trekking. Guardando fuori dal finestrino vidi qualcosa di sorprendente. Le montagne, gentilmente scaldate dal sole calante, stavano letteralmente risplendendo di un colorito quasi arancione. Mentre mi godevo la vista cominciai a pensare e se un giorno tutto cio’ finisse? Se un giorno progresso, speculazione edilizia, avidita’ umana cancellassero tutto questo, rimpiazzandolo con blocchi di cemento? Ogni volta che torno nel mio paese natale vedo che la citta’ avanza incurante, inghiottendo campagne, spiagge, cieli. Ricordo che da bambino potevo uscire di casa e giocare nei campi. Quei campi non esistono piu’. E se i nostri figli non sapranno mai di quelle cose? Immagino dello spirito della natura, i suoi odori, suoni, rimpiazzati da qualche stimolo elettrico artificiale.

Continuai a guardare le montagne splendenti
Leggermente riassicurato dal pensiero
Che un giorno la Natura riprendera’ tutto indietro


Foto scattate a Pian Grande di Castelluccio, Italia

Glósóli, Sigur Ros

1 comment:

Francesco said...

Due scatti stupendi. Spesso mi chiedo anche io quando avrà fine l'urbanizzazione selvaggia; vedo zone di verde inghiottite da case e capannoni e mi chiedo se davvero quello sia progresso

 
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