Sunday, 13 April 2008

egotism















(click picture to enlarge)

Try to focus on the statue. Focus on yourself. Then focus on the flower, be the flower. Be the flower looking at yourself. I thought about that many a time. Taking a journey out of my body and into somebody else’s mind. Looking at myself with its eyes. What would I think of myself looking at myself?
A few days ago I was chatting to a Czech fellow and he mentioned countryman philosopher Jaroslav Zimmermann. Zimmermann formulated a theory which tried to overthrow the Cartesian paradigm of cogito ergo sum. According to this theory the existence of an individual stems from he/she being mentally conceived by external individuals. We but exist as somebody else’s mind projection. It turned out that J. Zimmermann was a fake, an imaginary philosopher invented by a group of people a century ago. This argument still seems interesting though. Shall we redefine the importance we give to ourselves accordingly? And what about other people’s judgment? A corollary of the theory might be that we should expect to suddenly disappear shouldn't we pay attention to what the others think about us. That’s maybe why one feels invisible sometimes.

photo taken in Kensington Park, London

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Provate a focalizzre lo sguardo sulla statua. Concentratevi su voi stessi. Dopodiche’ passate al fiore, siate il fiore. Siate il fiore che osserva la vostra immagine. Ci ho pensato varie volte. Di fare un viaggio fuori dal mio corpo, dentro la mente di qualcun altro. E di guardare me stesso con i suoi occhi. Cosa penserei di me stesso che osserva me stesso?
Un po’ di giorni fa parlavo con un amico ceco, il quale mi menzionava il filosofo, suo connazionale, Jaroslav Zimmermann. Tale Zimmermann formulo’ una teoria con l’intento di rovesciare l'assunto cartesiano cogito ergo sum. Secondo questa teoria l’esistenza di un individuo deriva dal suo essere concepito mentalmente dall'esterno. Praticamente noi esisteremmo esclusivamente in quanto proiezione dell'altrui mente. E’ poi saltato fuori che J. Zimmermann fosse un falso, niente altro che una figura immaginaria inventata da un gruppo di persone un secolo fa. Tuttavia questa argomentazione resta interessante. Dovremmo forse ridimensionare l’importanza che diamo a noi stessi, di conseguenza? E l’importanza del giudizio altrui? Un corollario della teoria potrebbe essere che se questo non avesse alcuna importanza, dovremmo allora aspettarci di sparire all’improvviso. E’ forse il motivo per il quale a volte ci si sente invisibili.

Foto scattata a Kensingston Park, Londra

5 comments:

Anonymous said...

Hyde Park? e' dall'altra parte della Serpentina...
Peter Pan e i Kensington Gardens sono tutt'uno. Perderebbero di senso l'uno senza l'altro;)

luca:sehnsucht said...

E va bene, stasera la cambio! Ci ho messo un'ora a trovare sto Peter Pan, che alla fine nemmeno capivo piu' dov'ero.

Alessia :D said...

Che foto bellissima! :)

Roberto D.F. said...

Difficilmente, guardandosi allo specchio, ci si riconosce per ciò che si è. E' strano. Le immagini, quelle che vediamo, oppure noi stessi agli occhi degli altri, mutano in continuazione e queste immagini sono spesso direttamente collegate alla nostra interiorità. Non esiste il bello o il brutto in senso assoluto, e non esistono i colori. Ogni cosa prende un significato diverso, delle linee e deicolori diversi, in base agli occhi. Spostiamo l'attenzione alla nostra interiorità, perchè tutto ciò che di meraviglioso vediamo e viviamo nella nostra vita, nasce e muore dentro noi stessi.

Roberto D.F.

luca:sehnsucht said...

Alessia, grazie. E grazie Roberto per essere passato e per il tuo interessante contributo. Mi piace paragonare cio' che hai scritto con la citazione di Pessoa qualche post piu' su. E' un tema che vorrei sviluppare fotograficamente.

 
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